FREAK SHOW, LA DONNA BARBUTA

FREAK SHOW, LA DONNA BARBUTA

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Ritratti dell’anomalia e dell’anima

La serie “Freak Show” di G. Karloff è un viaggio visivo nell’ambiguità dell’essere umano. È un omaggio pittorico ai “fenomeni da baraccone” del passato che diventa metafora della diversità contemporanea.

Ogni opera è realizzata interamente a mano su tavoletta grafica, attraverso un processo che riprende fedelmente la costruzione pittorica tradizionale.
L’artista inizia con un disegno gestuale, tracciato digitalmente con la penna sensibile alla pressione, e prosegue con strati successivi di colore, velature e sfumature.
Utilizza pennelli digitali che riproducono la densità e la risposta della pittura a olio, ottenendo una luce morbida, una texture viva e una profondità cromatica paragonabile a quella delle tecniche materiche, ma con la precisione del mezzo digitale.

Completata la fase pittorica, Karloff interviene con ritocchi accurati, aggiungendo regolazioni tonali, effetti di invecchiamento, simulazioni di carta e pigmento, e lievi granulosità che restituiscono alla superficie l’aspetto tattile del dipinto antico.
Il risultato è un equilibrio perfetto tra gesto manuale e post-produzione digitale. La tecnologia non sostituisce l’artista, ma diventa un’estensione della sua mano, amplificando la sensibilità e il controllo del dettaglio.

Le figure di Karloff, come la donna barbuta, l’uomo pesce, la donna a due volti, il corpo senza arti o la zebra antropomorfa, non sono oggetti di curiosità, ma ritratti di dignità e di silenziosa malinconia.
La loro umanità emerge proprio attraverso la diversità. Gli sguardi frontali, la luce teatrale e la posa statica ricordano i ritratti ottocenteschi, ma la narrazione è rovesciata. In questo contesto, il “mostro” non è spettacolo, è specchio.

Attraverso la combinazione tra pittura manuale e linguaggio digitale, Karloff costruisce una riflessione sull’identità, sulla percezione del diverso e sul potere dello sguardo.
Ogni immagine diventa una dichiarazione sull’ibridazione tecnica, biologica ed emotiva. In questa visione, l’arte digitale non è artificio, ma un nuovo corpo della pittura

Descrizione delle opere

  1. L’uomo tronco
    Ritratto essenziale e intenso. Il corpo mutilato diventa simbolo della vulnerabilità e del coraggio umano. Lo sguardo è calmo, dignitoso, privo di vittimismo.

  2. La donna barbuta
    Figura iconica della diversità fisica e sociale. Il contrasto tra la delicatezza del volto e la presenza della barba racconta la forza di chi è osservato come “altro”.

  3. La donna a due volti
    Due profili fusi in un solo corpo esprimono la dualità dell’identità, il conflitto tra ciò che si mostra e ciò che si nasconde.

  4. La donna gatto
    Metà umana e metà felina, rappresenta l’istinto e la sensualità animale, ma anche la distanza e la consapevolezza dell’essere diverso.

  5. La donna dalle tre gambe
    Figura di grazia e orgoglio, nonostante l’anomalia fisica. Il suo corpo è armonico e fiero, quasi una metafora dell’adattamento e dell’equilibrio.

  6. I gemelli siamesi
    Due corpi uniti, due personalità inseparabili. Il loro sguardo condiviso riflette la solidarietà e la prigionia del legame, simbolo di un destino comune.

  7. L’uomo scheletrico
    Figura fragile e ascetica, rappresenta la privazione e la resistenza. Il suo corpo sottile sembra scolpito dalla fatica della sopravvivenza.

  8. I clown nani
    Due personaggi tristi e ironici. Il trucco non nasconde la malinconia, ma amplifica la vulnerabilità umana sotto il velo della maschera.

  9. L’uomo serpente
    Pelle squamosa e sguardo penetrante. La fusione tra uomo e rettile evoca la paura, ma anche la trasformazione e la rinascita.

  10. L’uomo lucertola
    Ritratto freddo e silenzioso. La sua presenza sembra emergere da un sogno o da un incubo, simbolo della distanza tra natura e civiltà.

  11. L’uomo pesce
    Corpo scuro e umido, occhi profondi e malinconici. È una figura che unisce mistero, isolamento e memoria di un’origine primordiale.

  12. L’uomo zebra
    Ispirato ai “fenomeni da circo” dell’Ottocento, il suo corpo a strisce bianche e nere diventa metafora della condizione umana: metà luce e metà ombra, sempre in bilico tra accettazione e rifiuto.

 

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Descrizione

Portraits of Anomaly and Soul

The series “Freak Show” by G. Karloff is a visual journey into the ambiguity of the human being.
It is a pictorial homage to the “freak shows” of the past that becomes a metaphor for contemporary diversity.

Each work is created entirely by hand on a graphic tablet, through a process that faithfully reproduces traditional pictorial construction.
The artist begins with a gestural drawing, digitally traced with a pressure-sensitive pen, and continues with successive layers of colour, glazes, and shading.
He uses digital brushes that reproduce the density and response of oil painting, achieving a soft light, a living texture, and a chromatic depth comparable to material techniques, yet with the precision of the digital medium.

Once the painting phase is completed, Karloff intervenes with careful retouching, adding tonal adjustments, ageing effects, simulations of paper and pigment, and subtle granularity that give the surface the tactile appearance of an antique painting.
The result is a perfect balance between manual gesture and digital post-production.
Technology does not replace the artist; it becomes an extension of his hand, amplifying his sensitivity and control over detail.

Karloff’s figures – the bearded woman, the fish man, the two-faced woman, the limbless body, or the anthropomorphic zebra – are not objects of curiosity but portraits of dignity and silent melancholy.
Their humanity emerges precisely through their difference.
Their frontal gazes, theatrical lighting, and static poses recall nineteenth-century portraiture, but the narrative is inverted.
In this context, the “monster” is not spectacle; it is a mirror.

Through the combination of manual painting and digital language, Karloff constructs a reflection on identity, the perception of difference, and the power of the gaze.
Each image becomes a declaration of technical, biological, and emotional hybridisation.
In this vision, digital art is not artifice but a new body of painting.

Description of the Works

The Trunk Man
An essential and intense portrait. The mutilated body becomes a symbol of human vulnerability and courage. The gaze is calm, dignified, and devoid of victimhood.

The Bearded Woman
An iconic figure of physical and social diversity. The contrast between the delicacy of the face and the presence of the beard tells the strength of those observed as “others.”

The Two-Faced Woman
Two profiles fused into one body express the duality of identity, the conflict between what is shown and what is hidden.

The Cat Woman
Half human and half feline, she represents instinct and animal sensuality, as well as the distance and awareness of being different.

The Three-Legged Woman
A figure of grace and pride, despite her physical anomaly. Her body is harmonious and proud, almost a metaphor for adaptation and balance.

The Siamese Twins
Two bodies united, two inseparable personalities. Their shared gaze reflects both solidarity and the imprisonment of the bond, a symbol of shared destiny.

The Skeletal Man
A fragile, ascetic figure representing deprivation and endurance. His thin body seems sculpted by the struggle for survival.

The Dwarf Clowns
Two sad yet ironic characters. Their makeup does not conceal melancholy but amplifies human vulnerability beneath the mask.

The Snake Man
Scaly skin and piercing eyes. The fusion between man and reptile evokes fear, but also transformation and rebirth.

The Lizard Man
A cold and silent portrait. His presence seems to emerge from a dream or nightmare, a symbol of the distance between nature and civilisation.

The Fish Man
A dark, wet body, deep and melancholic eyes. A figure that combines mystery, isolation, and the memory of a primordial origin.

The Zebra Man
Inspired by nineteenth-century “circus phenomena,” his striped black-and-white body becomes a metaphor for the human condition: half light and half shadow, always poised between acceptance and rejection.


G. Karloff – Freak Show

Portraits de l’anomalie et de l’âme

La série « Freak Show » de G. Karloff est un voyage visuel à travers l’ambiguïté de la condition humaine.
Il s’agit d’un hommage pictural aux « phénomènes de foire » du passé, devenu métaphore de la diversité contemporaine.

Chaque œuvre est réalisée entièrement à la main sur une tablette graphique, selon un processus qui reproduit fidèlement la construction picturale traditionnelle.
L’artiste commence par un dessin gestuel, tracé numériquement avec un stylet sensible à la pression, puis poursuit avec des couches successives de couleur, de glacis et de nuances.
Il utilise des pinceaux numériques qui reproduisent la densité et la texture de la peinture à l’huile, obtenant une lumière douce, une texture vivante et une profondeur chromatique comparables aux techniques matérielles, mais avec la précision du médium numérique.

Une fois la phase picturale terminée, Karloff procède à des retouches minutieuses, ajoutant des réglages tonaux, des effets de vieillissement, des simulations de papier et de pigment, ainsi qu’une légère granularité qui redonne à la surface l’aspect tactile d’une peinture ancienne.
Le résultat est un équilibre parfait entre le geste manuel et la postproduction numérique.
La technologie ne remplace pas l’artiste ; elle devient l’extension de sa main, amplifiant sa sensibilité et son contrôle du détail.

Les figures de Karloff – la femme à barbe, l’homme-poisson, la femme à deux visages, le corps sans membres ou le zèbre anthropomorphe – ne sont pas des objets de curiosité, mais des portraits de dignité et de mélancolie silencieuse.
Leur humanité émerge précisément à travers leur différence.
Leurs regards frontaux, la lumière théâtrale et la pose statique rappellent les portraits du XIXᵉ siècle, mais la narration est inversée.
Dans ce contexte, le « monstre » n’est pas spectacle, il est miroir.

Par la combinaison de la peinture manuelle et du langage numérique, Karloff construit une réflexion sur l’identité, la perception de la différence et le pouvoir du regard.
Chaque image devient une déclaration sur l’hybridation technique, biologique et émotionnelle.
Dans cette vision, l’art numérique n’est pas un artifice, mais un nouveau corps de la peinture.

Description des œuvres

L’Homme-tronc
Un portrait essentiel et intense. Le corps mutilé devient symbole de la vulnérabilité et du courage humains. Le regard est calme, digne, dépourvu de victimisation.

La Femme à barbe
Figure emblématique de la diversité physique et sociale. Le contraste entre la délicatesse du visage et la présence de la barbe exprime la force de ceux que l’on observe comme « autres ».

La Femme à deux visages
Deux profils fusionnés en un seul corps expriment la dualité de l’identité, le conflit entre ce que l’on montre et ce que l’on cache.

La Femme-chat
Mi-humaine, mi-féline, elle représente l’instinct et la sensualité animale, mais aussi la distance et la conscience de sa différence.

La Femme à trois jambes
Figure de grâce et d’orgueil malgré l’anomalie physique. Son corps est harmonieux et fier, presque une métaphore de l’adaptation et de l’équilibre.

Les Jumeaux siamois
Deux corps unis, deux personnalités inséparables. Leur regard partagé reflète à la fois la solidarité et la captivité du lien, symbole d’un destin commun.

L’Homme squelettique
Figure fragile et ascétique représentant la privation et la résistance. Son corps mince semble sculpté par la lutte pour la survie.

Les Clowns nains
Deux personnages à la fois tristes et ironiques. Le maquillage ne cache pas la mélancolie, il amplifie la vulnérabilité humaine sous le masque.

L’Homme-serpent
Peau écailleuse et regard perçant. La fusion entre l’homme et le reptile évoque la peur, mais aussi la transformation et la renaissance.

L’Homme-lézard
Portrait froid et silencieux. Sa présence semble émerger d’un rêve ou d’un cauchemar, symbole de la distance entre nature et civilisation.

L’Homme-poisson
Corps sombre et humide, regard profond et mélancolique. Une figure qui unit mystère, isolement et mémoire d’une origine primitive.

L’Homme-zèbre
Inspiré des « phénomènes de cirque » du XIXᵉ siècle, son corps rayé de noir et de blanc devient métaphore de la condition humaine : moitié lumière et moitié ombre, toujours en équilibre entre acceptation et rejet.


Retratos de la anomalía y del alma

La serie “Freak Show” de G. Karloff es un viaje visual a través de la ambigüedad del ser humano.
Es un homenaje pictórico a los “fenómenos de feria” del pasado que se convierte en una metáfora de la diversidad contemporánea.

Cada obra está realizada completamente a mano sobre una tableta gráfica, mediante un proceso que reproduce fielmente la construcción pictórica tradicional.
El artista comienza con un dibujo gestual, trazado digitalmente con un lápiz sensible a la presión, y continúa con capas sucesivas de color, veladuras y matices.
Utiliza pinceles digitales que reproducen la densidad y la respuesta de la pintura al óleo, logrando una luz suave, una textura viva y una profundidad cromática comparable a las técnicas materiales, pero con la precisión del medio digital.

Una vez completada la fase pictórica, Karloff interviene con retoques minuciosos, añadiendo ajustes tonales, efectos de envejecimiento, simulaciones de papel y pigmento, y una ligera granularidad que devuelve a la superficie el aspecto táctil de una pintura antigua.
El resultado es un equilibrio perfecto entre el gesto manual y la postproducción digital.
La tecnología no reemplaza al artista; se convierte en una extensión de su mano, amplificando su sensibilidad y su control sobre el detalle.

Las figuras de Karloff –la mujer barbuda, el hombre pez, la mujer de dos rostros, el cuerpo sin extremidades o la cebra antropomórfica– no son objetos de curiosidad, sino retratos de dignidad y de silenciosa melancolía.
Su humanidad emerge precisamente a través de la diferencia.
Las miradas frontales, la luz teatral y la pose estática recuerdan al retrato del siglo XIX, pero la narrativa está invertida.
En este contexto, el “monstruo” no es espectáculo, es espejo.

A través de la combinación de pintura manual y lenguaje digital, Karloff construye una reflexión sobre la identidad, la percepción de la diferencia y el poder de la mirada.
Cada imagen se convierte en una declaración sobre la hibridación técnica, biológica y emocional.
En esta visión, el arte digital no es artificio, sino un nuevo cuerpo de la pintura.

Descripción de las obras

El hombre tronco
Retrato esencial e intenso. El cuerpo mutilado se convierte en símbolo de la vulnerabilidad y el coraje humanos. La mirada es serena, digna y sin victimismo.

La mujer barbuda
Figura icónica de la diversidad física y social. El contraste entre la delicadeza del rostro y la presencia de la barba expresa la fuerza de quien es observado como “otro”.

La mujer de dos rostros
Dos perfiles fusionados en un solo cuerpo expresan la dualidad de la identidad, el conflicto entre lo que se muestra y lo que se oculta.

La mujer gato
Mitad humana y mitad felina, representa el instinto y la sensualidad animal, pero también la distancia y la conciencia de ser diferente.

La mujer de tres piernas
Figura de gracia y orgullo, a pesar de la anomalía física. Su cuerpo es armónico y altivo, casi una metáfora de la adaptación y el equilibrio.

Los gemelos siameses
Dos cuerpos unidos, dos personalidades inseparables. Su mirada compartida refleja la solidaridad y el cautiverio del vínculo, símbolo de un destino común.

El hombre esquelético
Figura frágil y ascética que representa la privación y la resistencia. Su cuerpo delgado parece esculpido por el esfuerzo de sobrevivir.

Los payasos enanos
Dos personajes tristes e irónicos. El maquillaje no oculta la melancolía, sino que amplifica la vulnerabilidad humana bajo la máscara.

El hombre serpiente
Piel escamosa y mirada penetrante. La fusión entre hombre y reptil evoca el miedo, pero también la transformación y el renacimiento.

El hombre lagarto
Retrato frío y silencioso. Su presencia parece surgir de un sueño o una pesadilla, símbolo de la distancia entre la naturaleza y la civilización.

El hombre pez
Cuerpo oscuro y húmedo, ojos profundos y melancólicos. Una figura que une el misterio, el aislamiento y la memoria de un origen primordial.

El hombre cebra
Inspirado en los “fenómenos de circo” del siglo XIX, su cuerpo a rayas blancas y negras se convierte en metáfora de la condición humana: mitad luz y mitad sombra, siempre en equilibrio entre la aceptación y el rechazo.


Porträts der Anomalie und der Seele

Die Serie „Freak Show“ von G. Karloff ist eine visuelle Reise durch die Ambiguität des menschlichen Daseins.
Sie ist eine malerische Hommage an die „Jahrmarktsphänomene“ vergangener Zeiten und wird zu einer Metapher für zeitgenössische Vielfalt.

Jedes Werk wird vollständig von Hand auf einem Grafiktablett geschaffen, in einem Prozess, der den traditionellen malerischen Aufbau getreu wiedergibt.
Der Künstler beginnt mit einer gestischen Zeichnung, die digital mit einem druckempfindlichen Stift angefertigt wird, und arbeitet anschließend mit aufeinanderfolgenden Schichten von Farbe, Lasuren und Schattierungen.
Er verwendet digitale Pinsel, die die Dichte und Reaktion von Ölfarben nachbilden, und erzielt dabei ein weiches Licht, eine lebendige Textur und eine Farbtiefe, die den materiellen Techniken gleichkommt, jedoch mit der Präzision des digitalen Mediums.

Nach Abschluss der malerischen Phase nimmt Karloff sorgfältige Nachbearbeitungen vor, fügt tonale Anpassungen, Alterungseffekte, Simulationen von Papier und Pigment sowie eine leichte Körnung hinzu, die der Oberfläche das taktile Erscheinungsbild eines alten Gemäldes verleiht.
Das Ergebnis ist ein perfektes Gleichgewicht zwischen manueller Geste und digitaler Nachbearbeitung.
Die Technologie ersetzt den Künstler nicht; sie wird zur Verlängerung seiner Hand und verstärkt seine Sensibilität sowie seine Kontrolle über die Details.

Karloffs Figuren – die bärtige Frau, der Fischmensch, die Frau mit zwei Gesichtern, der körperlose Mann oder das anthropomorphe Zebra – sind keine Objekte der Neugier, sondern Porträts von Würde und stiller Melancholie.
Ihre Menschlichkeit tritt gerade durch ihre Andersartigkeit hervor.
Die frontalen Blicke, das theatralische Licht und die statische Pose erinnern an Porträts des 19. Jahrhunderts, doch die Erzählung ist umgekehrt.
In diesem Kontext ist das „Monster“ kein Spektakel, sondern ein Spiegel.

Durch die Verbindung von handwerklicher Malerei und digitaler Sprache schafft Karloff eine Reflexion über Identität, Wahrnehmung des Anderen und die Macht des Blicks.
Jedes Bild wird zu einer Aussage über technische, biologische und emotionale Hybridisierung.
In dieser Sichtweise ist digitale Kunst kein Kunstgriff, sondern ein neuer Körper der Malerei.

Beschreibung der Werke

Der Rumpfmann
Ein essenzielles und intensives Porträt. Der verstümmelte Körper wird zum Symbol menschlicher Verletzlichkeit und des Mutes. Der Blick ist ruhig, würdevoll und frei von Opferhaltung.

Die bärtige Frau
Eine ikonische Figur physischer und sozialer Vielfalt. Der Kontrast zwischen der Zartheit des Gesichts und der Präsenz des Bartes drückt die Stärke derjenigen aus, die als „andere“ betrachtet werden.

Die Frau mit zwei Gesichtern
Zwei verschmolzene Profile in einem Körper drücken die Dualität der Identität aus, den Konflikt zwischen dem, was gezeigt, und dem, was verborgen wird.

Die Katzenfrau
Halb Mensch, halb Katze. Sie verkörpert Instinkt und tierische Sinnlichkeit, aber auch Distanz und Bewusstsein der eigenen Andersartigkeit.

Die Frau mit drei Beinen
Eine Figur von Anmut und Stolz trotz der physischen Anomalie. Ihr Körper ist harmonisch und stolz, fast eine Metapher für Anpassung und Gleichgewicht.

Die siamesischen Zwillinge
Zwei vereinte Körper, zwei untrennbare Persönlichkeiten. Ihr geteilter Blick spiegelt sowohl Solidarität als auch die Gefangenschaft der Bindung wider, ein Symbol gemeinsamer Bestimmung.

Der skelettartige Mann
Eine fragile, asketische Figur, die Entbehrung und Ausdauer darstellt. Sein dünner Körper scheint von der Mühe des Überlebens geformt zu sein.

Die Zwergenclowns
Zwei traurige und zugleich ironische Gestalten. Das Make-up verbirgt die Melancholie nicht, sondern verstärkt die menschliche Verletzlichkeit unter der Maske.

Der Schlangenmann
Schuppige Haut und durchdringender Blick. Die Verschmelzung von Mensch und Reptil ruft Angst hervor, aber auch Verwandlung und Wiedergeburt.

Der Echsenmann
Ein kaltes, stilles Porträt. Seine Erscheinung scheint einem Traum oder Albtraum zu entstammen, Symbol der Distanz zwischen Natur und Zivilisation.

Der Fischmann
Dunkler, feuchter Körper, tiefe und melancholische Augen. Eine Gestalt, die Geheimnis, Isolation und die Erinnerung an einen urzeitlichen Ursprung vereint.

Der Zebramann
Inspiriert von den „Zirkusphänomenen“ des 19. Jahrhunderts, wird sein schwarz-weiß gestreifter Körper zur Metapher der menschlichen Existenz: halb Licht, halb Schatten, stets im Gleichgewicht zwischen Akzeptanz und Ablehnung.


異形と魂の肖像

G・カーロフによるシリーズ 「Freak Show(フリーク・ショー)」 は、人間の曖昧さをめぐる視覚的な旅である。
過去の「見世物小屋」への絵画的オマージュであり、現代社会における多様性のメタファーへと昇華されている。

すべての作品は、グラフィックタブレット上で完全に手作業によって制作されている。
このプロセスは、伝統的な絵画構成を忠実に再現するものだ。
アーティストはまず、筆圧感知式のペンでデジタル上にジェスチャルな線画を描き、その上に複数の色層、グレーズ、陰影を重ねていく。
デジタルブラシを用いて油彩の質感や反応を再現し、柔らかな光、生き生きとした質感、そして物質的技法に匹敵する色彩の深みを生み出している。

絵画の工程が終わると、カーロフは繊細な修正作業を行う。
トーンの調整、エイジング効果、紙や顔料のシミュレーション、微細な粒子の追加によって、作品表面に古典絵画のような触感を与える。
その結果、手作業の筆致とデジタル後処理の完璧な均衡が生まれる。
テクノロジーはアーティストを置き換えるものではなく、その手の延長として機能し、感受性と細部のコントロールを拡張する。

カーロフの描く人物たち――髭の女、魚人、二つの顔を持つ女、手足のない身体、擬人化されたシマウマ――は、好奇の対象ではなく、尊厳と静かな哀しみの肖像である。
彼らの人間性は、まさに「異なる」という性質を通して立ち現れる。
正面を見つめる眼差し、演劇的な光、静止したポーズは19世紀の肖像画を思わせるが、その物語は反転している。
この文脈において「怪物」は見世物ではなく、である。

手描きの絵画とデジタル言語を組み合わせることで、カーロフはアイデンティティ、他者の知覚、そして視線の力についての省察を構築している。
各作品は、技術的、生物的、感情的なハイブリッドに関する宣言となっている。
この視点において、デジタルアートは人工的なものではなく、絵画の新たな肉体である。

作品の説明

胴体の男
シンプルでありながら強烈な肖像。切断された身体は、人間の脆さと勇気の象徴となる。視線は穏やかで、尊厳に満ち、哀れみを拒んでいる。

髭の女
身体的・社会的多様性の象徴的存在。顔の繊細さと髭の存在の対比が、「異なる者」として見られる人々の強さを語っている。

二つの顔の女
一つの身体に融合した二つの横顔が、アイデンティティの二重性、見せる自分と隠す自分との葛藤を表現する。

猫の女
半分人間、半分猫。彼女は本能と動物的官能を体現しつつ、異質であることへの自覚と距離を象徴している。

三本脚の女
身体的異形を持ちながらも優雅で誇り高い姿。彼女の身体は調和に満ち、適応と均衡のメタファーとして存在する。

シャム双生児
二つの身体、分かちがたい二つの人格。共有された視線は、連帯と束縛の両義性を映し出し、共通の運命の象徴となる。

骸骨の男
脆く禁欲的な姿。欠乏と忍耐を象徴し、その痩せた身体は生存の苦闘によって刻まれているかのようだ。

小人の道化師たち
悲しみと皮肉を併せ持つ二人の人物。化粧は哀しみを隠すのではなく、仮面の下の人間的脆さを際立たせる。

蛇男
鱗のような肌と鋭い眼差し。人間と爬虫類の融合は恐怖を呼び起こすが、それと同時に変容と再生を象徴している。

トカゲ男
冷たく静謐な肖像。その存在は夢か悪夢から現れたようであり、自然と文明の隔たりの象徴である。

魚男
暗く湿った身体、深く憂いを帯びた瞳。神秘と孤独、そして原初的記憶を内包した存在。

シマウマ男
19世紀の「サーカスの奇観」に着想を得た作品。黒と白の縞模様の身体は、人間の存在そのものの比喩である。
光と影のあいだ、受容と拒絶のあいだに、常に揺れ動く存在。

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